Bullismo, cyberbullismo e cellulari spia

Home » Bullismo, cyberbullismo e cellulari spia

cyberbullismoNegli ultimi anni si è assistito a un notevole incremento di episodi di bullismo e cyberbullismo, identificati da più parti come vere e proprie piaghe sociali del terzo millennio. Una recente ricerca dell’Istat ha infatti evidenziato che il 50% dei ragazzi tra gli undici e i diciassette anni ha subìto una qualche forma di bullismo che va dal semplice episodio di offesa all’aggressione vera e propria. Violenza gratuita e immotivata che troverebbe nelle nuove tecnologie una rinnovata spinta propulsiva: sms, email, social network, chat sono per il 5,9% degli adolescenti intervistati motivo crescente di ansia e preoccupazione.

Fin qui le statistiche che interessano le vittime. Ma che dire dei poveri genitori, vittime a loro volta degli effetti psicologici di rimbalzo di questo genere di sorprusi? Vi siete mai chiesti quale ventaglio di emozioni negative possa colpire questi attori involontari di un dramma sociale che si ripete giorno dopo giorno? Incredulità, imbarazzo, senso di colpa e rabbia sono le risposte più comuni dei genitori agli atti di bullismo perpetrati nei confronti dei propri figli. Per di più, nessuna statistica al mondo potrà mai mitigare, pur volendolo, tali sentimenti incalzanti nel breve periodo. L’unico riscatto e allo stesso tempo arma di difesa, in questi casi, è una sola: la prevenzione.

Un cellulare spia, se usato con cognizione di causa, può dimostrarsi un’arma eccellente per evitare che altri poveri ragazzi cadano vittima di episodi di bullismo. La ragione è presto detta: uno smartphone viene utilizzato con sempre più frequenza dagli adolescenti per telefonare, inviare di sms, chattare su WhatsApp, Facebook ecc. In ciascuno di questi casi uno spy phone agisce in maniera silenziosa ma efficace, restituendo un certo grado di tranquillità a parenti e genitori ansiosi della sorte dei propri ragazzi.

Torna all’archivio delle news