Global Economic Crime Survey 2016: aziende più sensibili ai crimini economici

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frodi-aziendali-telematiche-crime Dall’ultimo report “Economic Crime Survey 2016” stilato dalla PwC, società internazionale che offre servizi di consulenza legale, fiscale e advisory alle imprese, è saltato fuori un accresciuto interesse verso i temi legati alla criminalità fiscale ed economica in tutto il mondo. Parallelamente è stata riportata una leggera flessione dei crimini in questione rispetto all’anno 2014. Per quanto riguarda l’Italia, l’interesse verso tali tematiche si è tradotto in un 41% in più di partecipanti contro il 27% degli altri Paesi. Circa il 21% delle organizzazioni italiane (nel 2014 erano il 23%), ha dichiarato inoltre di aver subito azioni fraudolente di carattere economico-finanziario. A livello mondiale tale cifra ammonterebbe al 36% delle aziende intervistate. Il Paese con il più alto tasso di criminalità economica al mondo continua a essere l’Africa (57% nel 2016, 50% nel 2014).

Sempre per Italia, il 43% delle vittime intervistate (61% nel 2014) ha risposto che l’artefice delle frodi di tipo economico-finanziario è stato un individuo interno alla sua stessa azienda, mentre ammonta al 30% la percentuale di risposta di chi ha subito frodi dall’esterno (39% nel 2014). In ogni caso l’autore del crimine è in genere di sesso maschile, laureato e di età compresa tra i 31 e i 40.  Infine nel 13% dei casi non è stato possibile identificare il fraudster di turno, una novità assoluta rispetto all’edizione Global Economic Crime Survey 2014. Non sono comunque tutte rose e fiori: il 20% delle organizzazioni italiane ha infatti ammesso di essere stata colpita dal cosiddetto “cybercrime”, un fenomeno in aumento un po’ ovunque e che in Italia si colloca al terzo posto dopo l’appropriazione indebita e la corruzione.

Dal canto nostro, pensiamo che l’unica soluzione possibile per garantire alle aziende un certo margine di sicurezza è quella di adottare specifiche soluzioni tecnologiche di contenimento del crimine. Certo, l’accresciuta sensibilizzazione delle imprese verso i crimini economici sarebbe di per sé già un grosso traguardo, ma non basta. È per questo che non ci stancheremo mai di ripeterlo: la prevenzione in questi casi è tutto. I nostri spy phones di nuova generazione, ma anche altri specifici dispositivi di sicurezza, come le apparecchiature di videosorveglianza o i micro registratori audio digitali, usati sempre in maniera legale, sono strumenti formidabili da mettere al servizio delle imprese affinché tornino a respirare un’aria un po’ più salubre e produttiva. In fin dei conti, è anche  quello che ognuno si aspetta per se stesso e per i propri cari.

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