Storie di ingiustizia. Il sostegno di uno spyphone

Home » Storie di ingiustizia. Il sostegno di uno spyphone

ingiustizia-spy-phoneAnna è una giovane mamma preoccupata per il suo Mattia. Da giorni il ragazzo fa fatica ad addormentarsi, non ha fame e ha poca voglia di comunicare. Strano per un tipo vivace e solare come lui. La donna, disperata, si è dovuta alla fine rivolgere a degli specialisti. La loro risposta è stata per lo più unanime: il ragazzo sta bene, a parte un leggero stato d’ansia dovuto probabilmente al cambio di città e di amicizie scolastiche. Tuttavia Anna non è affatto convinta che si tratti solo di questo. Si reca perciò a scuola per parlare con gli insegnanti e i compagni di classe di Mattia. Qui finalmente scopre la verità: il ragazzo ha subito, giorni prima, un atto di bullismo. Alcuni alunni di un’altra classe, poco più grandi lui, lo hanno bloccato in cortile e coperto di scherni e ingiurie per futili motivi. A detta dei suoi compagni, per l’accento “straniero” di Mattia. Visto che nessuno si decide a vuotare il sacco sull’identità degli artefici dell’episodio, non le rimane che un’ultima possibilità: installare un software spia sul cellulare di Mattia, così da poter monitorare in diretta le situazioni che lo vedranno ancora una volta coinvolto e correre subito ai ripari.

Claudio è un uomo di mezza età sposato da alcuni anni con una donna molto più giovane di lui. Ha alle spalle una storia di divorzio e di pesanti vessazioni a causa dei frequenti tradimenti della sua ex-moglie. Negli ultimi mesi è diventato sospettoso delle telefonate che la sua attuale compagna riceve a intervalli regolari. Teme che le cose possano prendere la stessa piega. Il suo è diventato ormai un chiodo fisso: resta alzato fino a tardi a elucubrare qualsiasi sotterfugio pur di portare allo scoperto il tradimento della donna. Accede al suo computer in cerca di prove, la segue di lontano finché lei non scompare nel tunnel della metropolitana per andare al lavoro. Sta veramente andando in ufficio? Chi è l’uomo che l’altra mattina le ha sorriso, incrociando il loro sguardo mentre facevano jogging? Claudio è consapevole che questi pensieri non potranno in alcun modo giovargli, anzi non faranno altro che farlo piombare nel vortice del sospetto e forse della pazzia. Preso dall’impazienza del momento, decide di sottrarre il cellulare a sua moglie per installarci un software spia. Uno di quelli capaci di captare ogni conversazione audio, ogni telefonata e messaggi SMS. Potrà addirittura seguire i suoi movimenti, attraverso il software di localizzazione GPS. È una soluzione estrema, eppure necessaria. L’unica che possa davvero porre fine ai suoi atroci dubbi.

Quelle che abbiamo visto pocanzi sono due situazioni ben riconoscibili e facilmente riscontrabili nella vita di tutti i giorni. In circostanze simili il contributo di uno spy phone potrebbe rivelarsi utile, e il più delle volte, risolutivo. Bisogna però fare attenzione affinché la pratica di monitoraggio non diventi una routine, altrimenti il rischio di sfociare nell’illegalità è alto. Il sostegno di uno spyphone può in effetti aiutare una persona a disfarsi di pensieri distruttivi e di dubbi incalzanti che lo sottraggono a un’esistenza dignitosa, ma in ogni caso è giusto seguire la strada dell’assennatezza e della moderazione.

Torna all’archivio delle news